“Dalla pista alla strada, e ritorno”: la conferenza stampa UFI sul motorsport

UFI racconta, in una affollata conferenza stampa a Milano, la sua presenza in Formula 1 e nel motorsport come prova della propria eccellenza tecnologica

UFI fornisce i propri filtri a tutti gli 11 team di Formula 1 che partecipano al Campionato mondiale 2026 e grazie a questa ricerca avanzata sviluppa tecnologie che trovano poi applicazione nei suoi prodotti per i veicoli stradali: è questo il messaggio trasmesso a una folta platea di giornalisti, durante la conferenza stampa organizzata all’hotel Principe di Savoia di Milano. L’incontro dell’8 maggio ha avuto per protagonisti il nostro Presidente Giorgio Girondi e il responsabile dell’Advanced Applications Division, che hanno illustrato nei dettagli l’attività di UFI nel motorsport e i benefici che ne derivano a livello di produzione per il primo impianto di tutti i grandi costruttori e per il mercato del ricambio, e viceversa, secondo un travaso di conoscenze bidirezionale.

I partecipanti, appartenenti sia alla stampa specializzata nelle competizioni automobilistiche, sia a quelle che si occupano di auto di serie e di componentistica, sono stati accolti all’ingresso dell’albergo da tre vetture particolarmente significative per la storia e la fornitura di prodotti UFI: una Ferrari 312 T3 di Formula 1, modello con il quale Carlos Reutemann vinse nel 1978 il Gran Premio di Gran Bretagna, la prima monoposto a montare un filtri olio UFI, regalandoci il primo successo nella massima categoria del motorsport; una Maserati MC12, supercar stradale, vincente anche nelle gare GT, per la quale UFI ha realizzato diversi filtri su richiesta di Maserati Corse; un avveniristico Cybertruck, pick-up elettrico dotato di un sofisticato filtro aria abitacolo (HEPA).

Una storia avvincente (e vincente)

L’incontro ha visto il Presidente Giorgio Girondi raccontare la storia di UFI dalle origini fino ad oggi, sottolineando come l’azienda già nei primi anni Ottanta abbia investito in un mercato allora sconosciuto come quello della Cina, acquisendo così un ruolo che oggi la pone in una posizione privilegiata in uno dei mercati mondiali più importanti. Il Presidente ha poi ripercorso i successi della nostra azienda nel motorsport, partendo dai primi titoli mondiali di F1 conquistati con la Ferrari nel 1979 e ricordando come le affermazioni non si siano limitate al mondo dei Gran Premi, ma si siano estese nel tempo anche al DTM, il campionato tedesco Turismo vinto nel 1992 con Alfa Romeo, ai titoli mondiali rally conquistati con le gloriose Lancia Delta e alla Dakar, che ha registrato i trionfi di camion Iveco equipaggiati con i nostri filtri; inoltre oggi, grazie anche alla collaborazione con Dallara che porta i filtri UFI alla 500 Miglia di Indianapolis, non c’è praticamente categoria del motorsport che non utilizzi i nostri prodotti, compresa la MotoGP nella quale equipaggiamo i team Aprilia e Ktm.

Evoluzione tecnologica

Il Presidente Girondi e il manager dell’Advanced Applications Division hanno ripercorso anche la straordinaria evoluzione dei nostri filtri destinati alle competizioni: se un filtro olio motore per la Ferrari di Formula 1 pesava nel 1978 circa 1,5 kg, oggi si superano di poco i 60 grammi ed alcuni altri filtri delle monoposto non vanno oltre i 20. Le tipologie di filtri forniti ai team appartengono a due grandi famiglie: quella dei filtri per l’area motore (olio motore principale e secondari, circuito benzina ad alta pressione e aria motore) e quella dei filtri per l’area telaio (per i circuiti di raffreddamento del motore e della componente ibrida e per i circuiti idraulici di servosterzo, freni e ali mobili, essenziali per la sicurezza dei piloti). Tutti i filtri sono realizzati su misura per rispondere alle specifiche di ogni team; dalla nostra sede di Marcaria (MN) ne escono circa 6 mila all’anno destinati alla F1, cui se ne aggiungono 4 mila impiegati nelle differenti categorie del motorsport. I materiali utilizzati per la loro produzione sono tra i più avanzati, come la fibra di carbonio, il titanio, l’alluminio e i polimeri speciali. Nel corso della stagione i nostri tecnici sono sempre pronti a realizzare rapidamente le modifiche richieste dalle squadre per assecondare gli sviluppi via via introdotti sulle monoposto: la F1 impone tempi strettissimi per soddisfare le esigenze delle squadre ed è quindi una palestra tecnologica straordinaria.

A volte, però, il processo è inverso: “La ricerca avanzata condotta nei nostri Innovation Center”, ha spiegato ai giornalisti il Dottor Girondi, “ci permette spesso di sviluppare soluzioni destinate in origine ai veicoli stradali, ma che, per la loro sofisticazione tecnologica, possono trovare facilmente applicazione anche nel motorsport”. Un motivo di orgoglio in più per un’azienda come la nostra che, come ha ricordato in chiusura dell’incontro il Presidente, può già dire oggi di essere Campione del mondo di Formula 1 2026, indipendentemente da chi sarà il vincitore in pista.